Una stazione di ricarica gratuita e facilmente raggiungibile, che chiunque può utilizzare per ricaricare la batteria del proprio veicolo elettrico. Questo occorre, per soddisfare il crescente e distribuito fabbisogno degli ev-drivers. Il caso di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona.

Il fabbisogno di approvvigionamento elettrico sta crescendo a ritmi sostenuti. Ad oggi, il circolante elettrico è ancora esiguo, se paragonato alle auto a benzina o diesel. Ma il dato di crescita percentuale nel 2018 lascia pochi dubbi. L’impennata delle vendite c’è stata:  le ibride sono cresciute del 30%, le elettriche di quasi il 150% . E il trend del 2019 sta confermando lo storico. Con una previsione di ulteriore diffusione dei veicoli ibridi ed elettrici dovuta all’introduzione dell’Ecobonus.

Colonnine: l’impulso dal Ministero delle Infrastrutture.

Nel giugno dello scorso anno, il Ministero delle Infrastrutture ha firmato con le Regioni l’accordo programmatico per lo sviluppo della rete nazionale di colonnine di ricarica. Il piano di interventi è stato suddiviso per Regione e sono stati stabiliti gli ambiti che verranno sostenuti dal finanziamento pubblico. L’obiettivo è quello di realizzare il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (Dpcm 26 settembre 2014).

Le prospettive di sviluppo sembrano quindi definitivamente delineate. Ma sulle cifre c’è qualche incertezza.

Il Piano Nazionale stabilisce infatti che “entro il 31 dicembre 2020” dovrà essere creato “un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico”. Numero basato sulle auto ibride ed elettriche che, per quella data, saranno in circolazione. Una stima difficile, soprattutto alla luce del crescente interesse verso soluzioni di mobilità alternativa attestato dai dati di crescita percentuale delle immatricolazioni nel 2018.

La situazione oggi: ci sono abbastanza colonnine?

In attesa che la rete nazionale si sviluppi in misura adeguata, soddisfacendo il fabbisogno capillare del futuro parco auto ibrido ed elettrico, qual è la situazione del presente? Ci sono sufficienti colonnine per tutti gli ev-drivers?

La risposta non è la stessa su tutto il territorio nazionale. In alcune zone, le colonnine sono più numerose e meglio distribuite. In altre, ci sono ma per rintracciarle occorre qualche sforzo in più. Com’è noto, l’Italia ha un ritardo da recuperare rispetto ad altri Paesi europei. E il complesso degli interventi strutturali necessari a garantire una paritaria comodità di approvvigionamento per tutti comporta tempo.

Eppure, l’interesse per le auto ibride ed elettriche cresce ovunque, nel nostro Paese. Segno che la motivazione per passare a queste motorizzazioni è alta. Le leve? La sensibilità verso l’ambiente. Ma anche il fascino di un sistema di mobilità fluido e confortevole che, soprattutto in città, è vincente. Al punto da superare schemi e abitudini inveterati affrontando i disagi con spirito d’avventura. inaugurazione stazione ricarica rivoltaE con le app che rintracciano le colonnine più vicine.

Quindi, se componiamo in una matrice la motivazione a passare all’elettrico e l’attuale insufficienza numerica di colonnine, emerge la necessità di trovare, nell’immediato, una risposta sul territorio. Una risposta che coinvolge Pubblico e Privato, unendo interessi collettivi e comune aspirazione ad attuare politiche di mobilità sostenibile. E che promuova l’elettrico, con soluzioni fruibili e convincenti.

Agire sul territorio. Il caso di Rivolta d’Adda.

Inaugurazione Stazione Ricarica-Rivolta dAdda Grioni DomenicoRivolta d’Adda è un comune di confine. Si trova in provincia di Cremona, ma anche a poca distanza dalle province di Milano e Bergamo. E, soprattutto, è sede di Grioni Domenico, un Rivenditore autorizzato Volkswagen presente sul territorio dal 1961. 

Giovanni Grioni, uno dei tre titolari dell’azienda, ha creduto da subito nella mobilità alternativa e ha sviluppato una politica di sostenibilità che include iniziative per la diffusione della conoscenza del mondo elettrico e ibrido. Per tutte le sue attività utilizza esclusivamente energia prodotta da fonti rinnovabili e ha dedicato ben tre vetture elettriche ai servizi di noleggio a breve termine e auto sostitutiva. Propone ai suoi clienti l’esperienza di guida elettrica, per diffondere una più precisa conoscenza delle opportunità legate a questa motorizzazione. Nella convinzione che nulla, come l’esperienza in prima persona, possa dare risposte esaurienti e precise.

In quanto ev-driver, Giovanni Grioni sa che la disponibilità di colonnine di ricarica ad accesso pubblico è fondamentale per incentivare il passaggio all’elettrico. Ha quindi promosso, presso gli enti territoriali, un progetto per l’installazione di una stazione di ricarica Evbility gratuita per tutti. L’iniziativa ha raccolto l’adesione di altri sponsor e, il 30 settembre 2017, la stazione è stata inaugurata.

Il bilancio: una tonnellata di CO2 risparmiata.

Dopo il primo anno di attività, il bilancio per la stazione di ricarica di Rivolta d’Adda è stato positivo.

La stazione, che si trova in via Giulio Cesare 1, ha erogato gratuitamente circa 1.200 kW di corrente, che corrispondono a un tragitto di circa 10.000 km.  Se questo tragitto fosse stato percorso con vetture a benzina o a gasolio, la quantità di CO2 liberata in atmosfera sarebbe stata di circa una tonnellata.

I numeri del primo anno sono destinati a salire, stante l’attesa crescita del numero di immatricolazioni. Ma benché le dimensioni delle emissioni evitate siano contenute in confronto al fabbisogno planetario, la stazione di ricarica gratuita sta contribuendo localmente in misura rilevante. E costituisce un modello di intervento territoriale autodeterminato, che coordina intenzioni e interessi di più soggetti, di fatto partecipi nel costruire la transizione verso una mobilità nuova e rispettosa dell’ambiente.

In questo senso è possibile identificare nel progetto di Rivolta d’Adda una buona pratica da replicare sul territorio. Perché rende accessibile a tutti l’energia elettrica necessaria agli spostamenti quotidiani. E rende questi ultimi sostenibili in termini di impatto ambientale, attraverso il coinvolgimento attivo della comunità locale. Che, di fatto, si fa promotrice di uno stile di mobilità alternativa concretamente possibile e distribuito.

Lia Maranto
@electricmotornews